A Mantova e Sabbioneta per mano

È tutta questione di spazio. Da quando siete nate, Pulci, questa parola ha assunto significati sorprendenti. Spazio per voi e spazio per la coppia, spazi morbidi, spazi zero rischi, spazi pericolosi o spazi inesplorati, come quelli che si aprono ogni volta che fate domande sulla vita che vi scorre intorno.

Lo stesso succede anche in viaggio: ora per alloggiare dobbiamo avere più spazio, c’è bisogno di spazio per giocare e ogni nuova stanza, strada, città in cui ci spostiamo per voi non è solo qualcosa da osservare, per voi diventa subito uno spazio, in cui stare, saltellare, rincorrervi, cadere, piangere e gridare. Insomma, Pulci, a me sembra che da quando viaggiamo insieme i posti che visitiamo abbiano un volume diverso, molto più rotondo, calpestabile, spazioso e forse anche “spaziale”!

Pensate a questa nostra gita a Mantova e Sabbioneta, ad esempio.

Scendiamo dall’auto e io sono subito lì a proporvi di entrare nel Museo di Palazzo Ducale, in quello Archeologico e di andare a vedere la Camera degli Sposi. Ma c’è fila dappertutto. Voi vi guardate intorno e rispondete:

“C’è il lago! Prendiamo il battello?”

Prima scoperta “spaziale”: Mantova vista dal lungolago

Compriamo i biglietti e aspettiamo il momento di imbarcarci. Noi grandi ce ne stiamo sdraiati sul prato del lungolago, con le braccia incrociate dietro la testa a guardare pigramente in su, verso le fortificazioni del Castello di San Giorgio. Uno sguardo lento sulla città, una prospettiva dal basso, una sorpresa. Voi Pulci siete tutte prese a rotolarvi dagli argini, scatenate e ridanciane. Fate esperimenti di gravità: su e giù dal declivio, divertite dalla terra che entra nelle scarpe a salire, e dal vento che spettina i capelli a scendere.

Seconda scoperta “spaziale”: i laghi di Mantova

Sul battello scopriamo che il lago è composto in realtà da tre bacini comunicanti e costeggiandone le rive, scoviamo gruppi ordinati di aironi, mucchi di ranocchi, nidi di rami intrecciati e sentieri tracciati dai continui passaggi di uomini e animali, larghi piani di ninfee e ripari cavi tra i salici piangenti. Salutiamo i pescatori, da imbarcazione e a imbarcazione, osserviamo le scie delle correnti sulla superficie dell’acqua, ci distendiamo al primo tepore di aprile e asciughiamo al vento le magliette bagnate dagli inevitabili schizzi. Geometrie lacustri, dettagli a tutto tondo, lo spazio percepito attraverso la pelle.

Terza scoperta “spaziale”: il profilo della città di Mantova

Mentre torniamo al molo alzo gli occhi verso la città e improvvisamente realizzo quanto sia meravigliosa la vista d’insieme, come in realtà più che di un paesaggio urbano si tratti di una vera e propria scenografia, uno spazio pensato fin dalla sua fondazione per colpire e far sognare il viaggiatore mentre questo lentamente si avvicinava alla città via acqua. Immagino dame seicentesche adagiate sugli scranni delle barche a remi, lanterne notturne e quinte di nebbia che svelano via via gli edifici avvolti da un silenzio pieno di gracidii e del suono lieve della risacca.  Mi si apre un sorriso sulle labbra al pensiero che questa visione me l’avete regalata voi, Pulci.

Terza scoperta “spaziale”: a zonzo per Mantova

E allora, al diavolo la mappa. Guidateci voi, Pulci! Tornati a terra, cominciamo semplicemente a camminare verso il cuore della città, di gelateria in libreria, di portico in vicolo, svoltando angoli e imboccando strade a caso, per scoprire piazze, chiese, scorci e slarghi costruiti ad arte per essere accoglienti, aristocratici e teatrali. Rincorriamo la nostra stessa meraviglia:

“Guarda cosa c’è qua! E qua!”

Giriamo in tondo con la sicurezza di non perderci, come succede nella maggior parte dei centri storici italiani. E andando e venendo e ridendo del fatto di ritrovarci sempre nelle stesse vie, capiamo attraverso le nostre stesse gambe che la città vecchia è una sorta di trapezio affacciato sui laghi e che, allargando il raggio delle nostre esplorazioni, la città nuova si sfilaccia in viali e piazze sempre più ampi e recenti, fino ad aprirsi nella periferia.

Quarta scoperta “spaziale”: Sabbioneta città ideale

Non è diverso quando ci fermiamo a Sabbioneta, tappa imperdibile sulla via di Parma, dove passeremo la notte. Entrati nelle mura, noi grandi proviamo a spiegarvi che quella è una città costruita tutta di un fiato, pensata per essere raccolta e vivibile, ideale insomma. Ma voi, Pulci, lo scoprite subito e in piena autonomia che Sabbioneta è un posto ideale, ideale per correre, ideale per nascondersi e ideale per giocare a fare i grandi camminando “senza mano”. A entusiasmarvi è ancora una volta lo spazio. Uno spazio grande quanto una città per bambini. Un gioco: con il municipio, la scuola, il teatro, la caserma, la chiesa. Talmente in miniatura, quest’ultima, che siete voi stessi a chiedere di entrarci dentro, per una volta affatto intimoriti dalle navate, dalle cappelle e dagli arredi, tutti in versione mignon.

Lo ammetto, Pulci, questo con voi è un modo diverso di viaggiare. Meno obiettivi raggiunti, meno bandierine sulla mappa, meno fatti e cifre. In compenso, tante scoperte in più. Spesso “spaziali”!

Mantova_BN_Note

1. Genitori coraggiosi, lasciatevi tentare! La gita in battello non è solo un passatempo da piccoli. Ve la godrete molto più di quanto pensiate. I biglietti si possono comprare direttamente al molo, si può scegliere tra diverse percorrenze e tempi di crociera. 2. Un gelato sotto i portici del “Corridor grande” vale la tappa. Il posto è ideale anche per una breve sessione di nascondino tra le colonne. 3. Ogni viaggio un libro. Se volete saperne di più, leggete qui.

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