Tanto per cominciare ne ho finita una

A forza di parlare di inizi mi è venuta una certa soggezione all’idea di tirare le somme, cioè mi risulta un po’ scomodo guardarmi indietro e mettermi a esaminare cosa sia effettivamente successo dopo l’entusiasmo dell’avvio, il colpo di reni della partenza, lo stacco agile della prima falcata. Perché in tutti questi atti di atletica baldanza mi sento forte, ma poi arrivare alle conclusioni… quella è tutta un’altra faccenda.

Così, passato in sordina il capodanno (che il 2017 non abbia a pensare che ce ne frega qualcosa di lui firulì-firulà), volto con prudente circospezione la testa indietro, verso il 2016, piano piano, come si fa da piccoli quando alle nostre spalle si allunga un corridoio buio brulicante di mostri immaginari.

Salute generale della famiglia? Insomma, però sembra che si vada a migliorare. Benessere delle Pulci? Molto bene, sono fantastiche. Lavoro? Tanto, quindi bene, ma potrebbe migliorare dal punto di vista della serenità. Soldi?…. Ok , la prossima domanda. Coppia? Al meglio, invecchiando insieme si migliora. Scrittura? Al solito: tanti brevi incipit… no, aspetta, forse qualcosa che ha raggiunto una sua completezza c’è.

Merito di un marito che mi ha regalato un corso alla Scuola Holden, merito di una Editor giovane e delicatamente inflessibile, merito anche un po’ mio che per sei mesi mi sono sottoposta a esercizi apparentemente facili, dolorose correzioni di bozze, pensamenti e ripensamenti, alla fine è nato! Bello strutturato e incredibilmente dotato di un finale, ho terminato un racconto di viaggio, intitolato “A Berlino per mano” che potete leggere QUI.

Porta il sottotitolo di “Guida facile per genitori coraggiosi”, ma cosa sia esattamente nessuno lo sa: per le case editrici è toppo “diario” per essere “guida”, per me è troppo dolce per non essere “diario”. E qui viene fuori la mia vera natura: finire una cosa, può anche andar bene, ma che poi questa sia subito definibile e utilizzabile, be’ questo mi sembra sinceramente troppo!

Comunque sia, il racconto parla di un viaggio, di un viaggio felice vissuto tenendo per mano le Pulci. E questo, signori miei, questo sì che mi sembra un bel presagio per il 2017: “Chi torna da un viaggio e lo racconta alla fine dell’anno, lo farà per tutto il prossimo anno” – dice così il proverbio, no?

Torno a voltare la testa in avanti, sguardo dritto sui mesi avvenire: questo sarà l’anno dei viaggi, lunghi o corti, reali o immaginari, sulla strada o sul divano, ricchi di stimoli o beatamente banali, di lavoro o di riposo, lontani o vicini, alla luce o al buio, tra le folle o nel deserto, tranquilli o avventurosi, da ridere o seriosi, da grandi o da piccini… ma tutti rigorosamente per mano!

 

 

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