Calcio, moccio e piccoli sogni che si avverano

Questa è una storia vera e dolcissima, di quelle che ti viene da dire “meno male che succedono ancora”.

Sfogliavo per caso il programma dell’Internet Festival di Pisa, quando mi è capitato di commentare ad alta voce “To’, c’è anche Max Allegri, l’allenatore della Juve”.

“Andiamo!” ha replicato la pulce, tifoso entusiasta e assiduo frequentatore di tutti, ma proprio tutti, gli innumerevoli tornei ‘Piccoli Amici 2008’. E io “Ma parla di una App! Anzi di una demo di una App che non esiste ancora… È una roba da allenatori, da nerd, anzi da allenatori nerd” E la pulce “Non importa è il Mister, anzi è il Mister dei Mister.

Ed è stato così che tutti e quattro abbiamo speso alla Leopolda uno dei pochi e preziosissimi pomeriggi insieme, con la pulce maggiore che ascoltava impettito un dibattito di cui probabilmente non capiva nulla e la pulce minore che nel corridoio faceva la ruota con la sua gonna di tulle rosa e ripeteva come un mantra “Che noia questo calcio!”.

Sarà stata l’attesa di un’intera settimana, l’amore per la squadra bianco-nera o il bla bla bla del Mister sull’importanza dello sport per i bambini, ma il calciatore-pulce era davvero convinto che lui un autografo se lo meritava. Così, con incrollabile fiducia, alla fine dell’intervento si è piazzato davanti al billboard delle interviste con blocchetto e biro in mano.

Ma la cruda realtà dell’assalto mediatico lo ha letteralmente travolto: operatori Sky che lo scavalcavano alla maniera della cavallina, cronisti locali che spintonavano, politici e autorità che si aprivano varchi a gomitate e ombrellate. Una bolgia che si è materializzata in pochi istanti e altrettanto velocemente è scomparsa, insieme al Mister, lasciando dietro di sé bottigliette di plastica vuote, foglietti volanti e… una pulce in lacrime.

È stato allora che, come in una favola, sono apparsi due giornalisti, alti ed eleganti, che, tra un singhiozzo e una sonora soffiata di naso, hanno cercato di capire perché la pulce piangesse a dirotto. “Ah, ma è solo per questo? Si può rimediare, ci basta il tuo indirizzo!” Così la pulce ha riacceso il sorriso ed è corsa da me a caccia di dati, come Cenerentola correva nell’orto in cerca di una zucca.

A seguire, scambio di biglietti da visita, saluti e ringraziamenti. E davvero eravamo grati a Alessandra Bocci (La Gazzetta dello Sport) e Carlo Annovazzi (La Repubblica), perché oltre ad averci risparmiato la fatica di consolare la pulce, avevano brillantemente salvato quel che restava del sabato in famiglia da un possibile, anzi probabilissimo, finale catastrofico.

Ma per noi la cosa finiva lì, non c’era bisogno di un prosieguo, eravamo contenti. Archiviati biglietti ed episodio, la pulce, io e il resto della truppa siamo tornati al solito tran tran: la scuola, gli allenamenti e gli strazianti quadrangolari dei ‘Piccoli Amici 2008’, la domenica, con la pulce minore vestita da principessa a ripetere “Che noia questo calcio!”.

La scorsa settimana, però, il postino ha lasciato un pacco, un pacco misterioso. E la pulce ha aspettato che io tornassi alle otto dal lavoro, ha aspettato con le forbici in mano, e io non sono riuscita nemmeno a slacciarmi la giacca, prima che la pulce si avventasse sullo scotch e lo facesse a brandelli. E nel pacco c’era una busta, bianco-nera… E già quella bastava. E dentro c’era… Sapete cosa c’era? Non solo un mucchietto di cartoline del Mister autografate accompagnate da un biglietto delizioso, ma anche, anche… la maglietta di Morata, Morata, capito? “Te lo saresti mai immaginato, mamma!” Il pulce-tormentone della serata e, come contrappunto, l’altra pulce in pigiama rosa che commentava “Però che noia questo calcio!”.

Ecco, io lo so che la normalità è un personaggio pubblico che fugge dai fan, anche da quelli piccoli, e lo so che è ovvio che i media non guardino in faccia a nessuno, soprattutto ai più piccoli, e lo so che è comune che i grandi sogni vengano calpestati, figuriamoci quelli piccoli, e che è importante preparare i propri figli a tutto questo, e che occorre essere più realisti del re se si vuole che crescano forti.

Ma poi, quando succedono fatti come questo, penso anche che un po’ di magia non guasti e che un’attenzione come quella che Alessandra e Carlo hanno regalato alla pulce e forse anche attenzioni molto più piccole possano davvero cambiare le cose, possano strappare un sorriso e possano quasi farci credere che in realtà tutto sia molto migliore di quello che sembra.

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