A bordo di un divano

Divano-barchino

Ecco finalmente l’occasione per presentare un doppio inizio carpiato che volevo raccontare da tempo . Questa è la storia di una coppia che ha deciso di metter su famiglia e… attività, in un botto solo. Incredibile con i tempi che corrono?

Vero, però! Perché un paio di anni fa Elena, decisamente incinta, e Fabio, definitivamente in proprio, hanno dato vita ad Altroprogetto, un “laboratorio del pensare e del fare applicato alla dimensione del restyling di arredi e d’interni”. Elena e Fabio producono e vendono arredi di design, oltre a dare preziose consulenze a chi desidera che i propri spazi ospitino anche un po’ di bellezza.

Sabato scorso correva il “compleannetto” dell’attività e con grande piacere ho partecipato alla festa organizzata nello show room di Via Bovio a Pisa. Come è andata? Cosa è effettivamente successo due anni, una splendida bambina, diverse malattie, innumerevoli scioperi scolastici, qualche fiera, tante preoccupazioni e un buon centinaio di nottate in bianco dopo?

I risultati sono lampanti. Lo show room, un ambiente che ti aspetteresti di trovare nel Marais a Parigi o in zona Sarpi a Milano, è accogliente, elegante e pieno di pezzi di design interessanti: alcuni di recupero, altri originali, altri selezionati e rivenduti con gusto.

Per i suoi primi due anni Altroprogetto ha anche realizzato una produzione limitata di arredi decorati da Francesco Barbieri, un viaggiatore visionario che regala squarci di poesia suburbana sotto forma di graffiti. I mobili sono tuttora in mostra al numero 34 di via Bovio, insieme a tele e stampe autografate dal writer.

Nel chiacchiericcio della festa, tra bollicine, tartine e strette di mano, ho avvicinato Fabio per un commento a caldo. Mi ha parlato dell’impegno, della fatica, delle soddisfazioni e della passione per il proprio lavoro. Le sue parole, però, sono rimaste misurate e il suo atteggiamento formale, finché non gli ho indicato il pezzo più bizzarro e divertente della collezione: un divano costruito a partire da un barchino da fiume.

È stato allora, che è spuntato fuori quel Fabio che ricordavo. Con uno sguardo tra il furbo e lo scocciato, si è messo raccontare tutto l’amore e il risentimento che nutriva per quel pezzo, un po’ come fa il genitore che racconta le prodezze sconsiderate del figlio adolescente.

“È bello… ma! È enorme, condiziona gli ambienti, richiede spazio. Tutti se ne innamorano e nessuno lo vuole. Va a finire che una di queste sere lo riporto sull’Arno… e chi si è visto si è visto!”

Fabio, hai ragione. È un pezzo che fa innamorare: quei cuscini rivestiti con la tela dei sacchi della stiva, quelle finiture realizzate con le cime d’attracco e quel piccolo civettuolo tavolino ricavato a prua. Poi, presentato così! Con due flute e una bottiglia di champagne appoggiati a poppa! Ed è altrettanto vero: non saprei dove metterlo. Ma, ti prego, non lo abbandonare!

Perché quando ti ho sentito parlare in quel modo, non ci ho messo poi molto a immaginare te ed Elena che davvero organizzate una raffinatissima cerimonia d’addio e che davvero, nel rosso di un tramonto di settembre, lasciate che la corrente del fiume porti via quello splendido divano. Magari decorato con fiori freschi e vetri colorati e magari anche cedendo per gentilezza alle richieste di qualche cariatide dell’aperitivo pisano che vuole sdraiarcisi sopra, come in un funerale indiano un po’ new age.

Così, dopo essere uscita da Altroprogetto con lo stomaco in subbuglio e dopo averci pensato un bel po’ su, lancio un appello a tutti i miei lettori.

Adottate un divano barca: saltate a bordo e salvatelo dalla deriva dannunziana di Bocca d’Arno!

Annunci

3 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...