Libri da leggere: il blu e il nero

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Più consistente di un fumetto, più lieve di un romanzo, la Graphic Novel è un genere a metà tra l’intrattenimento e la letteratura, capace di raccontare una storia in tre dimensioni: la parola, l’immagine e la combinazione delle due.

Ormai consolidatesi come prodotti editoriali anche per opera di grandi firme italiane, le graphic novel meritano un giro in più nella vostra libreria preferita, fisica o digitale.

Tanto per cominciare ve ne consiglio due che ho letto di recente e che sono uguali e opposte per almeno tre ragioni:

il colore:

“Il blu è un colore caldo” è una graphic novel di Julie Maroh che racconta tutte le sfumature del blu a partire da quello dei capelli di Emma, la ragazza che Clementine ha incrociato un pomeriggio per strada e che da allora ha amato fino alla morte. È la storia dello scoprire se setssi, di una sessualità che sfugge agli schemi altrui e del poter fin distruttivo di una relazione. “Il pugile” è una graphic novel di Reinhard Kleist in cui il colore dominante è il nero-fumo-di-guerra, insieme al bianco-pelle di-cadavere e al rosso-sangue. Racconta la storia vera, disperata e incredibile di un bimbo, poi uomo, che supera il campo di concentramento a pugni e sempre a pugni si fa strada in una vita nuova, senza riuscire a dimenticare il passato.

l’amore:

Estremo, interrotto, negato, riconquistato, è l’amore che muove l’una e l’altra storia. Clementine costruisce la sua vita su quella di Emma e finisce per morirne. Hertzko, così chiamato in Polonia (poi 144738 a Auschwitz, poi Harry Haft negli Stati Uniti) combatte nella vita e sul ring inseguendo Leah, che ha salutato distrattamente la notte della deportazione e non ha più rivisto per decenni. Passioni intese in tutte le loro accezioni, dal completamento incondizionato alla sofferenza più profonda.

l’assenza: 

Tanto“Il blu è un colore caldo” quanto“Il pugile” si sviluppano intorno a un vuoto. Clementine rivive la storia con Emma a partire dal diario che lei le ha lasciato prima di morire, e che ripercorre tutte le giornate della loro storia, da quelle leggere dei primi incontri, fino a quelle plumbee nella stanza di ospedale e a quella del letto vuoto. L’ultima tavola della graphic novel rappresenta le sole onde del mare, che ormai non possono più essere blu. Anche la storia di Hertzko è raccontata a ritroso dal figlio, che ha sempre considerato suo padre violento e distante fino a che non arriva a conoscere la verità: Hertzko è sopravvissuto all’inaudito, riempiendo il vuoto dell’orrore con la speranza di rincontrare Leah e, quando ormai vecchio, è riuscito a ritrovarla, ha scoperto di averla già persa dentro una malattia.

Da “Il blu è un colore caldo” è stato tratto un bellissimo film, “La vita di Adele”, da “Il pugile” non so, ma forse sarebbe importante farlo. Entrambe sono storie dure e intense, che fanno pensare.

Vi ho convinto? Aggiungete una possibilità alla vostra voglia di leggere, datevi alle Graphic Novel!

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