Da grande farò… – Speciale adulti

da_grande

Mi fermo ora per la prima volta dopo un lungo periodo di fatica. Ritmi serrati, tanti cambiamenti e un paio di lavori che mi hanno fatto pensare. Tra questi una mini-produzione video a metà tra moda e design. Si chiedeva a delle fashion blogger di interpretare le nuove collezioni Leroy Merlin per la casa in base al proprio stile e alle proprie attitudini. Un’idea leggera e primaverile che sta dando ottimi risultati. Qui il video con Irene Colzi, la blogger di Irene’s Closet, che parla del 3D Revolution: blocchi di colore, geometrie scomposte e un tocco eccentrico un po’ anni ’80.

Qui il video di Valentina Fradegrada, il volto di Coop Style, che racconta a modo suo il Nordic Colorato: colori pastello, decori grafici e un gran sentore di Svezia… anche se non si può dire perché è la concorrenza.
In ogni caso, al di là dell’operazione commerciale, stare su un set, pur micro, è sempre un’esperienza interessante. Sul set si lavora in squadra davvero, ci si confronta a volto scoperto, si sbaglia e si rimedia senza segreti. Soprattutto il set è un crocevia di tanti mestieri diversi, che, come la proverbiale erba del vicino, mi sembrano sempre più verdi del mio. Lavorativamente un po’ scossa da questa promiscuità professionale sono giunta alle seguenti conclusioni. Da grande farò: – lo scenografo: ma non uno qualsiasi, uno come Max. Aria bonaria, gran panzone, è il mago dell’accrocco. Devi riprendere delle tende che cadono in modo impeccabile dal soffitto? Perché sostituirle a quelle attuali?! Fissiamo con lo scotch di carta le vecchie tende al soffitto e uno di noi in cima ad una scala scuote le tende con gesti ampi creando onde sinuose. Vuoi filmare una cucina? Togli gli alcolici, gira tutto ciò che ha un’etichetta riconoscibile, elimina mucchi e mucchietti, per ogni oggetto chiediti se ha un senso che resti in scena, altrimenti fallo sparire. Sorridi, ce la facciamo a finire tutto prima che tramonti e, se mi aiuti, ti svelo anche un trucchetto per attaccare le paillette alla stoffa in modo che resistano perfino ai lavaggi a caldo. Max è un forza, è cinema formato famiglia, è una miscela esplosiva di gusto di lavorare e voglia di essere felici. Da qualche parte ci sarà pure una fregatura, ma quasi quasi un CV glielo mando. – la fashion blogger? Per due volte la stessa scena: entrambe le blogger sono arrivate con maxi trolley, li hanno aperti e mi hanno chiamata per cominciare a lavorarci su. Orrore! Vestiti spiegazzati, scarpe, trucchi, phon, libri e spazzole, tutto mischiato insieme. Ma non ve l’hanno detto le vostre mamme che la biancheria va con la biancheria, le camicie con le camicie e ogni paio di scarpe deve essere avvolto in una busta separata? Pensavo. E intanto cercavo di rimanere impassibile e concentrarmi sulla sceneggiatura. Ma poi, entrambe le volte, è successa una magia. Le due hanno selezionato gli abiti, si sono fatte truccare, si sono stirate i capelli, si sono vestite e agghindate e, di colpo, erano proprio come le conoscevo attraverso i loro blog, effetto Fata Madrina. Incredibile a dirsi, ma questa è davvero una professionalità e, devo ammetterlo, è lodevole come queste ragazze abbiano avuto una così precisa consapevolezza di sé da trasformare lo stile personale in un mestiere. Idee chiare e dritte alla meta. No, questo non è il mio genere, forse è uno di quei lavori che non saprei proprio fare. Ma resta comunque fascinoso! – il ghost writer: e qui vi svelo un mezzo segreto. Guardate che le fashion blogger non lavorano mica da sole! Pensateci un attimo: noi le vediamo sempre splendide, sorridenti e spigliate mentre raccontano le loro cruciali esperienze di bellezza. Ma chi è che ce le mostra in quei momenti? La verità è che le fashion blogger danno forma a veri e propri magazine, prestano il proprio volto a intere redazioni ed è solo il fascino delle storie che raccontano che ci fa dimenticare l’artificio narrativo. In genere con loro c’è almeno un fotografo, ma spesso ci sono anche un segretario personale, qualcuno che fa da supporto editoriale e, a volte, un vero e proprio sceneggiatore. Oh, sì! Questo è un lavoro che mi piacerebbe fare. Progettare, ideare e scrivere cose da strafiga senza essere costretta a mettermi i tacchi, senza andare dalla parrucchiera di continuo e senza avere 20 anni per tutta la vita. E parlare di moda, di gossip, di locali e di doppie punte, senza farsi troppe domande sul significato di ciò che sto facendo. E frullare di party in party per scriverci su dei gran bei post, e tutto con la libertà di buttarsi sul buffet… che tanto il girovita del prossimo speciale linea non è mica il mio! Ci sono all’ascolto blogger in cerca di ghost writer? Sono qui! Comunque, ora che ci penso, com’è che ad anta suonati sto qui ancora a pensare cosa farò da grande? A volte le pulci mi chiedono che lavoro faccio. Non è che io sappia spiegarglielo proprio  bene bene ma, in ogni caso, alla fine mi viene sempre da dire “per ora”. È un fatto strano. Nei giorni sì mi sembra che questo sia un buon approccio alla vita, perché mi permette di ricominciare in qualsiasi momento. Nei giorni no mi sento una cacca, perché mi sembra che così non comincio mai davvero. Meno male che ci sono anche i giorni x, in cui mi lascio un po’ stare. Però i giorni x sono pochi.

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