Cigni, anatroccoli e coscine di pollo

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C’era una volta una Fiera del Fumetto, umida e appiccicosa, che si teneva ogni fine ottobre sotto un tendone un po’ fuori dalle mura di Lucca. Ve la ricordate? Ecco, c’era una volta… e ora non c’è più! Ha spiegato le ali e si è andata a posare con grazia sull’intera città: ogni anno la si può vedere là, che becchetta in giro per stand, locali, piazze e palazzi, per una sola manciata di giorni verso la metà dell’autunno. Da sfigata e periferica rassegna dedicata agli appassionati di strisce a urbana e gioiosa “Lucca Comics & Games“, evento senza altre qualifiche, tanto chi è che non lo (ri)conosce?

Sia che ogni vostra azione quotidiana si ispiri alle regole della Confraternita di Assassin’s Creed, sia che proviate una qualche simpatia verso l’ispettore Gadget o sia che in un angolo polveroso della vostra memoria risuonino stralci della sigla di Gundam, Lucca Comic s& Games è la meta ideale per passare il week end dei Morti… in allegria. Il segreto è stare al gioco:

– avviarsi a piedi verso la cerchia muraria e godersi una coppia di vampiri che ti attraversa la strada, prendere un caffè con Dart Fener, partecipare a vivaci crocchi di discussione su quale sia il contesto migliore per provare un nuovo gioco di ruolo;

– unirsi al flusso lento e innocuo della folla una volta varcata una delle tante porte della città, lasciarsi circondare da un gruppo di Malefica, applaudire il Sindaco (vero) che si avvia verso una conferenza stampa (vera) scortato dalla squadra degli Avengers (al completo), chiacchierare con una deliziosa Trilli che ti chiede se credi ancora nei sogni;

– comprare un ramen in un temporary shop e mangiarselo in piedi guardando l’illustratore di turno che a colpi di aerografo dà forma alle tue fantasie, scartabellare fumetti e graphic novel, curiosare tra trucchi, colori, pennelli e altri articoli per le belle arti mai visti prima, portarsi a casa una copia omaggio di Wired.

So che i veri esperti avrebbero molto da obiettare: basse percentuali di cosplayer sul totale dei partecipanti, stand poco chiari e male accessibili, niente a che vedere con i Comic Con d’oltreoceano in quanto a organizzazione. Ma questa è la cronaca di chi, incastrata tra passeggini, pipì e assurde esigenze istantanee (tipo “ho fame di pappa di avena calda, sì ora qui, al 25′ minuto di fila per il bagno), di chi, dicevo, i grandi eventi li vive spesso dall’ultimo gradino prima dell’entrata . E in queste condizioni, vi assicuro, possono succedere solo due cose: o il grande evento ti sbatte la porta in faccia, come è successo lo scorso anno a Venezia quando uno zelante impiegato della Biennale si è appellato a un regolamento in cui, mi sembra chiaro, doveva essere espressamente vietato che un cinquenne potesse affacciarsi alla porta per apprezzare l’infilata prospettica delle corderie, oppure il grande evento ti accoglie.

E domenica scorsa Lucca Comics & Games ci ha effettivamente accolto, barattando uno splendido Family Palace gratuito e pieno di Lego con un po’ di pubblicità di dentifricio per bambini (si può fare, soprattutto se ti regalano dei sample), riservandoci un posto in prima fila sulle scale di San Frediano per vedere sfilare gli eserciti più vari, dalle truppe di assalto all’equipaggio di Star Trek, offrendoci una sontuosa passeggiata al tramonto sulle mura, con Elsa e Anna, principesse di Frozen, e tutta la combriccola di Adventure Time.

Perché funziona davvero così come recita il titolo “Revolution” dell’edizione 2014. Ogni anno Lucca Comics & Games rivoluziona la città, o, meglio, la rivolta come si fa con un abito double-face. Le mura, che da 500 anni hanno il compito di tenere fuori, i nemici, certo, ma anche la vitalità, la curiosità e il progresso, per un week end all’anno si trasformano da baluardo a culla, con il compito di tenersi stretta dentro una briosa follia collettiva, proteggendola, per una volta, dalla crudezza della realtà quotidiana.

Ogni spiazzo si fa teatro di battaglie tra cavalieri congelati in pose feroci fino allo scatto della macchina fotografica, ogni muretto diventa il palcoscenico di improbabili dialoghi tra Superman, il Bianconiglio e uno stormo di draghi, ogni tunnel, gradino, angolo, finestra, aiuola, rampa, fontana un set per foto fantastiche, in un minuetto cortese di “Posso?” “Prego!” Click “Grazie e arrivederci, mio eroe!” “Grazie a te, comune mortale!”.

Insomma, conclusa, l’esperienza 2014, che ha registrato il record di 240.000 biglietti staccati in 4 giorni (4 volte la popolazione della città), già faccio programmi per l’inizio della prossima edizione e vi do appuntamento tra un anno esatto fuori Porta San Pietro, o orgogliosi aviatori del fantasy, guerriere cigno, valletti pennuti e damine piumate icone culto dei poppanti. Che la leggerezza sia con voi in questi 12 mesi che ci separano!

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