Ode alla leggerezza

234538-400-629-1-100-leggere_grandeAQuando è Platinette a leggerne l’incipit, anche Anna Karenina sembra un agile e rinfrescante volumetto da sgranocchiare su una sdraio bianca e blu. Non ci credete? Sintonizzatevi su Radio Deejay, a un’ora “presta” la mattina (dunque, se veniste a lavoro con me, dal finestrino vedreste la teoria dei pini marittimi tra Sardina e Calcinaia, quindi sarà intorno alle 8:30-8:35). È un attimo: si intitola semplicemente “libri per l’estate” e dura il tempo di una canzone e mezza. La speaker legge un brano (spesso l’inizio, ma non sempre) e lancia il quizzone autore-titolo. Parte la musica e quando poi sfuma, viene proclamato il vincitore. A lui o lei l’emittente, oltre al libro, regala anche alcuni secondi per raccontarsi. Per quanto non abbia sempre apprezzato le innumerevoli variazioni del personaggio Platinette, voglio ringraziarla insieme ai suoi editor per questi 5 minuti di relax mattutino. Un format immediato e piacevole… Ma perché così piacevole? Viene da chiederselo. Ci sono e ci sono stati un mucchio di programmi e iniziative sui libri. Perché “libri per l’estate” è diverso? Alcune risposte (ma non tutte, secondo la regola aurea di questo blog “mai concludere”):
– Perché è un format leggero (nella migliore delle accezioni possibili)… e color platino
– Perché profuma di olio di cocco anziché puzzare di muffa
– Perché se ne frega e mixa grandi classici, letteratura contemporanea, autori sconosciuti, tomi scolastici e volumetti d’appendice
– Perché riconosce che un libro è un’esperienza e accompagna la lettura con tracce musicali, suoni evocativi, falsetti e accenti contraffatti
– Perché se poi il tutto diventa un cliché, non importa
– Perché aumenta la storia dentro al libro con un’altra storia fuori, quella di chi lo ha letto
– Perché dura poco e ti lascia la voglia
Dovrebbero insegnarlo a scuola a trattare i libri come qualsiasi altro oggetto di consumo, a ciondolare in libreria come si fa da Zara, a scegliere un libro dalla copertina (“e se poi è brutto, lo regalo”), a infilarlo nello zaino, insieme al costume, al panino alla mortadella e ai preservativi (“e se si stropiccia, si strappa o si macchia, diventa più bello”). Dovrebbero insegnarlo a scuola… o già lo fanno? Un uccellino appena volato in vacanza mi ha raccontato di un campionato di lettura a squadre 11-14 parecchio vibrante… Ma questa è decisamente un’altra storia!
Ps: Platinette, un’unica osservazione. Ok, c’è Google, ma chi indovina il titolo spesso ha davvero già letto quel libro. Perché non regalargliene uno diverso?

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