Chi ben ricomincia…

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Ci sono quelli che smettono… e poi ricominciano, anche dopo 20 anni. (Evidentemente) senza paura di confrontarsi e senza pensare di essere troppo vecchi. Lo fanno i migliori. Ma chi ci impedisce di trovare qualcosa in cui essere i migliori?

A diffondere la notizia online è IlPost con il commento “L’alba di un nuovo giorno?” (e capite che per chi va a caccia di incipit è impossibile non ripostarla). Si tratta di Bill Watterson, creatore del leggendario fumetto Calvin and Hobbes, che dopo 20 anni di assenza ha contributo a disegnare tre strisce della serie Pearls Before Swine dell’artista Stephan Pastis. Ma al di là della sorpresa dell’evento, ancora più sorprendente è stata la reazione di tutti quelli con cui ho condiviso lo scoop. “Ma lo sai che…” E subito un sorriso tra il deliziato e l’inebetito si stampava sulla faccia dell’interlocutore, seguito da rapido aneddoto “Calvin & Hobbes? Lo leggevo sempre quando…” “Ho regalato un album a…” “Il bambino è proprio uguale a mio nipote Mario che…”

Lo ammetto, anche io sono andata subito a rispolverare “Tigrotto psicotico con istinto omicida” (e quella della polvere non è una metafora, perché il volume giaceva in un angolo recondito della libreria sotto un’intera pila di Geronimo Stilton… ma questa è un’altra orripilante storia). A sfogliarlo di nuovo si può solo dire che è fantastico da tutti i punti di vista:

Dal punto di vista del bambino: “Vabbe’ qualche adulto che capisce qualcosa forse c’è”
Dal punto di vista dell’adulto non genitore: “Che spasso i bambini! Sarà fantastico quando ne avrò”
Dal punto di vista del genitore: “Che spasso i bambini! Ma non era male anche quando non ne avevo”.

Da un punto di vista nostalgico: “Ma ti ricordi i pomeriggi alla Feltrinelli a leggere strisce su strisce senza comprare niente?”
Dal punto di vista dell’ormai canuto gestore della Feltrinelli: “Uff! Sono almeno 30 anni che tutti gli universitari lo fanno e si sentono tutti straordinariamente furbi”

Dal punto di vista della tigre: “Tutte le tigri dovrebbero avere un bambino”
Dal punto di vista di Calvin: “Sì, ma questa tigre è mia”
Dal punto di vista di Susi: “D’altronde sono maschi!”

Dal punto di vista della maestra: “Grump vzxsddr grtt*” (*alieno>italiano: “ooommm”)
Dal punto di vista dell’alieno: “Rdsss vfrt sutry jhtyhh” (*alieno>italiano: “buona l’idea di travestirsi da maestra”)

Dal (pallosissimo) punto di vista dell’analista: “Calvin, quando resta in solitudine con la sua tigre, oggetto-fantoccio della psiche, entra in un universo personale oggettivo e soggettivo al tempo stesso. Il rapporto con il genitore è mediato dal fantoccio, come esternalizzazione delle responsabilità e delle opinioni,…”
Dal punto di vista della zuppa di verdure: “Figo! Sembro Hulk”

Dal punto di vista di Watterson: “Non mi divertivo così da decenni”
Dal punto di vista Pastis: “Azz, quant’è bravo!”

Insomma i mediocri si consolano dicendo “non posso piacere a tutti”, i grandi lo fanno e stanno zitti, anche per 20 anni.

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