Se una sera di lavoro un narratore

Carlo Rudio

La sala è buia e l’aspettativa bassa. Stiamo per partecipare ad una premiazione, roba di lavoro, sempre importante ma codificata. Siamo pronti a confrontare numeri, applausi e pettegolezzi (semi) professionali. Divertirci è un aspetto secondario, più o meno al pari del buffet che diffonde profumini dalla stanza accanto. Ma stavolta è diverso. Sul palco si accendono due occhi di luce: al centro del primo un uomo alto, canuto e atletico, nell’altro un ragazzetto seduto che pizzica una chitarra con dolcezza. C’è un silenzio interdetto, anche perché l’uomo comincia a raccontare, senza spiegare. Racconta di fatti della vita, dell’importanza di esplorare, del mare, delle onde e di ondate di partenze e ritorni da terre lontane. Scorrono sullo schermo alle sue spalle immagini ingiallite di signori baffuti, carrozze impolverate e toste signore in grembiali di pizzo e poi laboratori asettici, skyline alla Gattaca e ragazzini brufolosi dietro a scrivanie miliardarie. È solo dopo un po’ che la chitarra tace e l’uomo si presenta. È Roberto Bonzio, giornalista affermato, che nel 2011, stanco della postazione in Reuters (per tanti sarebbe un arrivo e non una partenza), decide di inventarsi un mestiere nuovo, quello del cacciatore di storie. Così (ri)parte per la Silicon Valley in cerca di quegli italiani che hanno partecipato alla dorata avventura californiana e continuano anche oggi a farlo, “dal west al web” a dirla come lui. È un incipit straordinario, così come lo è l’intero progetto di Bonzio, “Italiani di Frontiera”. Un’avventura di non ritorno che ricompone i fili di una fitta trama, quella che unisce il paese del Rinascimento e la culla della modernità. Un progetto che parte dalla domanda come sia possibile che lo spirito pioniere degli Italiani non sia capace di scuotere l’Italia dalla sconsolata attesa della decadenza e cerca risposte nelle storie dei tanti che, messa la propria idea in valigia, l’hanno vista realizzarsi al di là dell’oceano. L’approccio, pur duro, è propositivo: se in tanti sono partiti, in altrettanti sono tornati, con la stessa valigia piena di soldi, entusiasmo e nuovi comportamenti. Riusciranno a risvegliare gli animi dei non morti, diffonderanno produttività? Lasciamo in sospeso la questione. Si sa che questo è un posto dove le storie cominciano e basta.

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