Un soldo per ogni prima volta

È un’operazione facile e sempre giusta, qualunque sia il risultato. Pensate a tutte le prime volte della vostra vita e mettete da parte un centesimo per ognuna di queste. Sicuramente la somma sarà inferiore ai due euro che servono per sostenere la campagna “Illuminiamo il futuro” di Save The Children. Perché sembra un’iniziativa speciale? Ho scoperto questo video twittando svogliatamente davanti alla TV e mi ha subito incollato al tablet (potete sempre fingere un attacco di tosse se vi si riempiono gli occhi di lacrime). Non parla di povertà materiale, certo sempre terribile, non parla di stati dell’Africa di cui vi siete già dimenticati l’ultimo nome, né di favelas, né di coste devastate da uragani. Racconta i bisogni dei bimbi delle periferie di Bari, Catania, Genova, Palermo, di Marina di Gioiosa Ionica e (aggiungo io) di tantissime altre città, anche nella sciccosa Toscana. E sono bisogni educativi: giocare, fare sport, leggere un libro, conoscere la musica, fare un gita, stare con gli altri. È la prima volta (eccone un’altra da aggiungere al mucchio) che rifletto sulla povertà educativa e, se da un parte questo mi allarma, perché è un segnale della decadenza che ci sta risucchiando, dall’altra penso, “tanto ‘sta crisi c’è, diciamoci le cose come stanno e agiamo di conseguenza”. Il concetto è semplice: le prime volte servono a illuminare il futuro, ad aprire possibilità. Le prime volte sono l’inizio di possibili storie, storie di piccole donne e uomini, storie di vita, storie al futuro. La prima volta che vedi il mare, la prima volta che scrivi, la prima volta che voli, la prima volta che pedali, la prima volta che entri in un museo. E anche a me che dubito sempre, questa sembra proprio una verità, una verità che non viene meno nemmeno quando cresci. Anche la prima volta che entri in fabbrica, la prima volta che fai nascere un pomodoro, la prima volta che ti alleni con una squadra, la prima volta che sei tu a decidere, anche queste prime volte aprono ulteriori possibilità, lungo tutta l’esistenza. Il segreto, forse, sta nel permettersi ancora e ancora di sperimentare nuove prime volte, nel non dimenticare che le prime volte sono importanti, a qualunque età (questo lo dico soprattutto a me stessa, campionessa di prime volte, a volte pentita). E se poi l’armadio o la memoria si riempiono di fossili, skateboard mai usati, completi da kung fu semi nuovi, violini acustici o elettrici, delusioni, attriti, fatiche e bruciature, chi se ne frega. Regalate, barattate, scambiate gli oggetti e le esperienze, serviranno alle prime volte di altri.

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